16.11.2011

Associazione Giornalistica Italiana: "Carne bovina, nuovo equilibrio tra qualità e nutrizione"

(AGI) - Roma, 10 novembre

 

Nuovo equilibrio tra qualità e nutrizione per la carne bovina, che si propone sulle tavole degli italiani come "prodotto ancora più magro e in grado di rispondere alle moderne esigenze nutrizionali".

 

E' quanto emerso al convegno "Beef Quality tra percezione e realtà: la qualità delle carni bovine a 360°" organizzato e Roma da Assocarni, Eblex ed Eurocarni.

 

"La composizione nutrizionale della carne bovina infatti è oggi profondamente cambiata, soprattutto con riferimento al contenuto in grasso che è quasi dimezzato, grazie a sistemi di alimentazione degli animali sempre più controllati e ai sistemi di allevamento improntati al massimo rispetto del benessere degli animali".

 

Le componenti che determinano la qualità della carne bovina sono certamente la razza e l'alimentazione, ma "le modalità di lavorazione e di raffreddamento delle carni da parte dell'industria sono indispensabili per ottenere delle carni veramente teneri e saporite", ha spiegato Jeff Wood dell'Università di Bristol.

 

Laurie Ibbotson, della catena distributiva inglese Waitrose, e Marco Guerrieri, della catena distributiva Coop Italia, hanno evidenziato come "i controlli comincino sin dalle prime fasi produttive in allevamento al fine di garantire al consumatore un prodotto di alta qualità, ottenuto nel rispetto del benessere degli animali e dell'ambiente."

 

"La carne bovina, anche per il ferro che contiene, è insostituibile soprattutto nella prima infanzia", ha affermato Agostino Macrì in rappresentanza dell'Unione Nazionale consumatori, mentre Robert Pickard, presidente del British Nutrition Foundation, ha posto l'accento sul valore biologico della carne che la rendono praticamente insostituibile nella dieta quotidiana, soprattutto in alcune fasce di età.

 

"Recenti studi hanno evidenziato vantaggi per la salute legati al consumo di carne bovina in termini di controllo del peso, attribuibili sia alla bassa densità energetica dell'alimento in sè, sia agli effetti sul senso di sazietà e sulla regolazione dei meccanismi della fame e dell'appetito", ha infine notato Franca Marangoni, della Nutrition Foundation of Italy.

 

(AGI)

 

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